CALCOLARE IL MUTUO: Tasso Fisso, Variabile o Misto?

tasso fisso o variabile?Orientarsi e scegliere tra i vari tipi di tasso può risultare inzialmente una scelta non facile. Essa dipende in primis, dalla posizione di chi richiede il mutuo e dalle sue personali conoscenze finanziarie. Ecco alcune indicazioni utili per aiutarti a calcolare il tuo mutuo e scegliere il giusto tipo di tasso in base alle tue esigenze. ” />

 

Il mutuo a tasso fisso è consigliabile a quelli che:

  • desiderano conoscere gli importi delle rate per tutta la durata del mutuo stesso;
  • desiderano conoscere l’ammontare complessivo del debito acquisito;
  • desiderano avere rate fisse;
  • prevedono una crescita nell’inflazione.

Il mutuo a tasso variabile è consigliabile a quelli che:

  • prevedono cali di inflazione (diminuzioni del costo del denaro);
  • possiedono un reddito medio-alto;
  • sono maggiormente propensi al rischio.

Il mutuo a tasso misto è consigliabile a quelli che:

  • stipulano il mutuo in un momento di incertezza sull’andamento dei tassi in futuro;
  • scelgono di non prendere una decisione definitiva sul tasso;
  • desiderano poter adattare il tasso del mutuo alle condizioni del mercato future.

Il mutuo a tasso capped rate è consigliabile a coloro che:

  • desiderano mantenere flessibile il proprio tasso per limitarne i rischi;
  • non desiderano rinunciare alle garanzie date da un tasso fisso senza costi maggiori.

Il mutuo a tasso bilanciato è consigliabile a colore che:

  • hanno una discreta conoscenza in materia di tassi d’interesse;
  • desiderano personalizzare il tasso del mutuo in base alle proprie preferenze tra i tassi d’interesse;
  • cercano l’equilibrio migliore tra tasso fisso e tasso variabile.

Altra cosa da tenere in considerazione, alcuni istituti di credito, offrono inizialmente dei  “tassi promozionali” bassi per il primo periodo, con lo scopo ovviamente di favorire il cliente. Questo tasso, che può durare generalmente 3-6 mesi, o anche fino a 2 anni, è detto “tasso d’ingresso”. Una volta finito questo periodo, viene applicato il tasso normale (o “tasso a regime”), che però è più elevato, sia esso fisso o variabile.

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